TRUFFA IN HOTEL? – VIETATO DISTRARSI

TRUFFA IN HOTEL? – VIETATO DISTRARSI

Vi è mai capitato di essere truffati in hotel?
Ricordo perfettamente, nonostante sia accaduto più di 10 anni fà, di aver assistito in prima persona ad una truffa da parte di un cliente ai danni dell’hotel per cui lavoravo.

Ricoprivo il ruolo di Front Office Manager in un hotel della Capitale e, proprio durante il mio turno di lavoro, ecco comparire il genio del male.

Un signore italiano, distinto e sulla quarantina. Con sé c’era la sua famiglia: una donna sudamericana e due splendide bimbe.

Si trattava di un walk in: il cliente non aveva una prenotazione e ci chiedeva una camera quadrupla per una sola notte. Non avendo con sé una carta di credito, il segretario di ricevimento pretese il pagamento anticipato, in contanti, dell’intero importo. € 95,00, non lo dimenticherò mai, così come non scorderò mai il nome dell’ospite (che naturalmente, per privacy, non posso rivelare). Dopo aver terminato le procedure di check in, saldo e registrazione dei documenti, gli ospiti presero possesso della camera.

Tutto procedette regolarmente, finchè non arrivò il momento del check out, il giorno seguente. Verso le 10.30, il capo famiglia si presentò al front office, con un sorriso smagliante, complimentandosi per il comfort della camera e chiedendoci se ci fosse disponibilità ancora per un’altra notte. Felicissimi per questo stay over, gli confermammo la disponibilità, alla stessa tariffa, e gli chiedemmo di saldare anticipatamente anche la seconda notte. L’ospite ci rispose che in quel momento non aveva disponibilità di contanti, che sarebbe uscito per alcune commissioni e che al rientro avrebbe saldato tutto. Il cliente rientrò in tarda serata e, quando gli fu chiesto di saldare la camera, rispose che aveva smarrito il bancomat e che non era riuscito a prelevare, ma che, in tutti i casi, il giorno successivo si sarebbe fatto prestare i soldi da un amico che soggiornava in un hotel a 100 metri da lì e avrebbe provveduto. L’indomani, però, gli ospiti ci comunicarono che si sarebbero fermati ancora un’ultima notte e che nel pomeriggio avrebbero chiuso il conto. Indovinate un po’? La stessa storia andò avanti per i 3 mesi successivi! Il signore, ormai, conosceva perfettamente la struttura ed era in grado di uscire ed entrare, eludendo la sorveglianza della reception. Nonostante i diversi tentativi di mandarli via, con toni duri e diversi interventi delle forze dell’ordine e, nonostante l’interruzione della linea telefonica (di cui avevano abusato con chiamate intercontinentali) e di tutti gli atri servizi (frigobar, colazione…), non ci fu verso di liberarcene, almeno fino a quando non decisero di andarsene spontaneamente.

€ 95,00 per 90 notti… si, più o meno un ARR di € 1,05.

Episodi simili ci fanno capire quanto poco tutelate siano le strutture ricettive italiane, sotto certi aspetti. La polizia, durante i diversi interventi, era completamente impossibilitata ad agire. Ci rispondeva che, trattandosi di minori, non potevano assolutamente obbligarli a lasciare la struttura, perché gli ospiti non avevano un’alternativa. In realtà, casi analoghi sono capitati anche in appartamenti privati (https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/17/rom-occupano-casa-popolare-famiglia-proprietaria-finisce-in-strada-con-tre-figli-li-dentro-ce-la-nostra-vita/2557594/).

Fate attenzione, amici albergatori… il genio del male può essere sempre pronto a colpire! E voi ve ne accorgerete solo quando sarà troppo tardi.

Per non parlare, poi, di chi prova  a truffare le strutture ricettive con carte di credito rubate o clonate… ma questo è un altro articolo!

State all’erta!

Guido Libonati

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